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Specialino

Vespa 50 Special

L'altro giorno ero in macchina, ascoltando la radio e guidando nel traffico, un po' sovrapensiero, osservavo chi mi precedeva. Pendeva un po' da una parte, di un incerto color grigio fumo, seguiva il flusso delle macchine, ma viaggiava su due ruote, strano perchè non provare a svicolare? Lo spazio ci sarebbe stato. Io sarei passato tra una macchina e l'altra lasciandomele alle spalle.

Poi, poco dopo queste mie considerazioni, le nostre strade si sono separate. Passandogli accanto l'ho osservato meglio, era uno "Specialino". Aveva una leggera ammaccatura sulla "chiappetta" sinistra e mi ha strappato un leggero sorriso e un'occhiata ammiccante. Non so se la ragazza che lo guidava lo ha notato e se ha capito o ha frainteso. Almeno credo che fosse una ragazza, non ci ho fatto tanto caso e comunque non importava.

Mi è sempre piaciuta la Vespa 50 Special e non solo a me. Nel mio gruppo di amici era considerato un pro avere il motorino. Anche quando si parlava di ragazze: "beh è meglio quella bionda" ... "no no è meglio quella mora. Ha anche il motorino ..." "... ah ... beh allora!". La ragazza con il motorino aveva qualche punto in più. Figuriamoci quella con lo Specialino.

Durante il resto del tragitto sono stato invaso dai ricordi che quello Specialino ha riportato a galla.
Tra i tanti eccone alcuni.

Eravamo su un Mbk Booster 50, guidava il mio amico A.L. (l'anonimato è d'obbligo). Voleva provare le ultime modifiche apportate allo scooter. Era modificatissimo, forse di originale, oltre al telaio, c'era solo il nome e la sella. Eravamo lanciati giù per un tratto in discesa, prima di un lungo curvone in pendenza, di una strada a scorrimento veloce, quasi deserta in quel momento, stavamo andando veloci, molto veloci. L'aria che ci colpiva ci faceva lacrimare e a me arrivano anche le sue lacrime. Con un improvviso rumore cupo e profondo ci si affianca un ragazzo con uno specialino bianco, con la carrozzeria un  po' ammaccata e un po' di rugine qua e là. Eravamo vicinissimi, ma per farsi sentire quello ci urlò: "a quanto stiamo andandooooo?" Quindi A.L. guarda il tachimetro, che la vespa non aveva, e gli grida: "a più di 100 km ... abbiamo scaricato". Abbiamo scaricato, per dire che la lancetta era andata oltre il numero massimo del misurato di velocità che era appunto 100 km. Secondo me stavamo andando almeno a 120. E quello per tutta risposta ci gridò "Grazie!", ingranò la quarta e ci staccò, sparendo oltre il curvone in un istante. A quel punto il mio amico rallentò, inutile proseguire la prova su strada. Qualche anno dopo A.L. si comprò uno Specialino grigio. Inevitabile!

 

Una notte il mio amico, P.A.  mi fece provare la sua vespa. Io non avevo molta esperienza, diciamo che avrei raggiunto una discreta sufficienza in teoria ma sulla pratica ero messo veramente male. Eravamo in cima ad una discesa e mi disse che la dovevo accendere andando a folle giù per la discesa e poi ingranando la seconda. Perfetto! Salgo e parto. In fondo alla discesa la vespa aveva raggiunto una velocità adeguata, quindi, come mi aveva spiegato P.A., tiro la leva della frizione, ingrano la seconda e giro al massimo la manopola dell'acceleratore. Perfetto! Il motore si avviò, ma la manopola dell'acceleratore rimase incastrato, quindi la vespa si alzò sulla ruota posteriore. Io fui disarcionato come da un toro infuriato durante un rodeo. La vespa continuò ancora per qualche metro, poi si piegò su un fianco ed iniziò a girare su se stessa. Io rimasi a terra in mezzo alla strada ad osservarla girare. Il faro accesso illuminava con il suo fascio di luce gialla una porzione dopo l'altra dell'area circostante, giro dopo giro. Il motore al massimo dei giri riempì il silenzio di quella strada isolata. In lontananza sentivo il vociare concitato di P.A. e degli altri amici che correvano giù per la discesa. Ma quello che mi sorprese più di tutto fu un "AHHHH" di terrore che sovrastò ogni suono. Da un angolo buio della strada uscì un uomo attempato urlando. Non si fermò e non disse nulla. Io da terra lo vidi andare via, con passo spedito e evidentemente disorientato,  mentre si sistemava la patta dei pantaloni. Il frastuono della vespa a tutto gas, che continuava a girare su se stessa e illuminava spicchi di strada, lo aveva sorpreso sotto un lampione spento mentre faceva pipì. Io non mi feci niente e la vespa ne uscì con pochi  graffi. Tutto sommato fu divertente. Infatti quando arrivarono i miei amici mi trovarono ancora seduto per terra che me la ridevo di gusto.

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