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Lezione 1: Gli alfabeti

あ-行 (a-gyou)

Partiamo dall'abc, beh si fa per dire, iniziamo a parlare degli alfabeti.

Esatto "Gli Alfabeti", non è un errore di battitura, la lingua Giapponese utilizza più di un alfabeto, per l'esattezza tre: Hiragana 平仮名, Katakana 片仮名 e Rōmaji,  a cui vanno aggiunti i Kanji 漢字un insieme di logogrammi, o più comunemente "ideogrammi", questa definizione non piacerà ai linguisti ma è giusto per capirci al volo.

Per chi è abituato ad usare un solo alfabeto composto da 21 lettere, magari allargato a 26, la prospettiva di doverne imparare addirittura tre, per non parlare dei Kanji, potrebbe sembrare una validissima ragione per fermarsi e non addentrarsi oltre nell'argomento, ma continua a leggere, vediamo se la penserai ancora così alla fine di questa lezione o se passerai di volata alla prossima lezione.

Addentriamoci un po'. Abbiamo a che fare con due alfabeti sillabici, ossia ogni carattere rappresenta una sillaba, per esempio il suono "ma" viene rappresentato con "" usando l'Hiragana e "" con il Katakana. Mentre il Rōmaji altro non è che l'alfabeto latino ed è usato poco, se non per scrivere termini tecnici impossibili da scrivere diversamente in giapponese, come per esempio CD, DVD. Inoltre si è diffusa l'abitudine di scrivere le indicazioni stradali anche utilizzando il Rōmaji per permetterne la lettura da parte dei turisti stranieri.

Il Rōmaji è usato per la traslitterazione delle parole giapponesi ad uso degli stranieri, esistono diversi sistemi di trascrizione in rōmaji: i più usati sono il sistema Hepburn e il sistema Kunrei, in questo sito userò il sistema Hepburn.

Quindi la scrittura della lingua Giapponese si basa sull'uso congiunto di tre tipologie di caratteri:

  1. i kanji: utilizzati soprattutto per sostantivi, verbi, aggettivi e nomi propri di persona
  2. due sillabari:
    1. hiragana: usato nella flessione linguistica delle coniugazioni dei verbi e degli aggettivi e nelle particelle grammaticali
    2. katakana: per la traslitterazione delle parole e dei nomi stranieri, per la trascrizione di nomi scientifici di animali e piante e per i versi degli animali
  3. l'alfabeto latino rōmaji.

Con un esempio tutto risulterà più chiaro:

私はイタリア人です vuol dire io sono italiano e si legge Watashi wa itariajin desu (da notare che in giapponese non esiste distinzione tra i suoni "ri" e "li" che saranno rappresentati con "ri" e pronunciati una via di mezzo tra i due suoni che abbiamo nell'Italiano.

Scomponiamo la frase:

 (watashi) è un kanji e vuol dire io

 (wa) è la sillaba ha dell'Hiragana, è una posposizione o più correttamente particella enclittica, permette di capire la funzione logica della parola dopo cui è posta, in questo caso indica che "io" è l'argomento principale della frase. Le particelle enclittiche saranno approfondite più avanti, ma nessuna paura: sono solo dieci! E poi ne abbiamo anche nella lingua italiana: mi , ti , si , ci , vi , ne sono particelle Enclitiche quando seguono la parola e si attaccano ad essa graficamente, esempio: ascoltami.

イタリア (itaria) è la trascrizione della parola "Italia" con l'alfabeto Katakana, siccome Italia è una parola straniera

(jin) è un kanji e vuol dire persona

です(desu) è scritto con le sillabe で (de) e す (su) dell'alfabeto Hiragana e vuol dire sono.

Quindi in questo esempio sono stati usati i Kanji, l'Hiragana e il Katakana.

Da qualcuno ho sentito dire che l'Hiragana è il corsivo del Katakana, niente di più sbagliato, ma di vero c'è che si può notare una netta differenza di "tratto" tra la scrittura Hiragana e Katakana, la prima ha tratti arrotondati, come un corsivo, mentre il secondo ha forme più rigide e "spigolose", come uno stampatello.

Quindi i due alfabeti sillabici sono facilmente distinguibili tra loro, ecco i nomi dei due alfabeti scritti con i rispettivi caratteri:

hiragana: ひらがな

katakana: カタカナ

Guarda bene, se non l'hai già fatto, l'immagine all'inizio di questa lezione, ci sono rappresentati cinque caratteri, con la sequenza dei "tratti" per scriverli.

E ora una domanda per te: a che alfabeto appartengono?

A questo punto una precisazione doverosa, se passi sull'immagine con il mouse appare la scritta:

 あ-行 (a-gyou)

ossia la "riga della lettera A", infatti あ è la lettera A e行 vuol dire riga. Anche gli alfabeti Giapponesi iniziano con la lettera "A" ma la seconda non è B.

Nella prossima lezione scenderò nel dettaglio dell'alfabeto e sarà più chiaro perché le lettere dell'alfabeto sono messe e indicate per riga, perché sono in gruppi da 5 e ...

... e alla fine della prossima lezione sarai in grado di distinguere, a colpo d'occhio, uno testo scritto in Giapponese da uno scritto in Cinese.

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