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Lezione 2: Hiragana

Questa lezione è dedicata all'alfabeto sillabico Hiragana, che in Giapponese si scrive 平仮名, usando i Kanji, o ひらがな, usando appunto l'alfabeto Hiragana.

Ma prima di partire, ecco la risposta alla domanda della lezione precedente, introduttiva sugli alfabeti:

i 5 caratteri rappresentati nell'immagine di inizio lezione, denominata あ-行 (a-gyou), sono dell'alfabeto Hiragana.

Sono sicuro che il buon 90% delle persone che hanno letto, con attenzione, la lezione precedente sono arrivati alla risposta giusta immediatamente. Per gli altri nessun problema. Questa non è una gara a premi, ma solo il mio modo di stuzzicare la curiosità e di invogliare alla conoscenza della lingua giapponese, cercando di evidenziare che imparare qualcosa di più sul Giapponese è possibile e più facile di quello che normalmente ci si aspetterebbe.

Detto questo partiamo.

 

Rispetto al Katakana e ai Kanji, ho dato la precedenza all'alfabeto Hiragana perché: è sempre presente in una frase giapponese; si possono usare per scrivere una parola di cui si conosce la pronuncia ma non come si scrive con i Kanji; sono molto più semplici da imparare a riconoscere e a scrivere rispetto ai Kanji e sono anche numericamente molto di meno. Molto probabilmente per alcune di queste ragioni è il primo che viene insegnato ai bambini giapponesi.

Tradizionalmente la scrittura giapponese è dall'alto verso il basso e da destra verso sinistra quindi, seguendo la tradizione, le tavola dei caratteri Hiragana e Katakana vengono rappresentate così. Entrambi gli alfabeti sillabici rispettano lo stesso ordinamento. Perciò l'alfabeto inizia con il primo carattere in alto a destra che raffigura la sillaba A. Ma, come si diceva nella lezione precedente, la secondo lettera non B. I più attenti e intuitivi potrebbero pensare che, siccome l'Hiragana è un alfabeto sillabico, il secondo carattere potrebbe essere la sillaba BA. Ottima intuizione, ma non è così. Infatti nella prima colonna (prima partendo da destra, come si diceva) trovano posto tutte le vocali, quindi la seconda sillaba e' che rappresenta la I.

.

In ogni colonna sono rappresentate le sillabe composte da una consonante e una vocale, sempre nello stesso ordine. Fanno eccezione la prima colonna, dove ci sono le vocali e l'ultima dove c'è solo la んN che rappresenta l'unico suono consonantico isolato, ossia non seguito da vocale.

Un passo alla volta! Intanto ecco di seguito la tabella dell’alfabeto Hiragana:

N

W

R

Y

M

H

N

T

S

K

   

A

(n)

   

 

I

(chi)

(shi)

   

U

(fu)

(tsu)

   

 

E

 
 

O

(o)

La traslitterazione di ciascun carattere della tabella qui sopra è dato dalla consonante in cima alla colonna e dalla vocale ad inizio riga, per esempio ま MA, く KU e の NO. Ho aggiunto una nota tra parentesi per quei caratteri che fanno eccezione, per esempio: し SHI, つ TSU, ち CHI, ふ FU e ん N.

Non spaventatevi, sono solo 46 caratteri e non è assolutamente indispensabile impararli a leggere e a scrivere alla perfezione entro questa lezione, anzi, continuando con le lezioni successive vi accorgerete di riconoscerne sempre di più senza nessuna fatica o quasi, mentre per la scrittura ci vorrà più impegno e tanta costanza.

 

Per fortuna la maggior parte dei caratteri si pronunciano come si trascrivono, per esempio み si trascrive ME e si pronuncia ME, così come per le vocali, tutti i caratteri delle colonne della M e della N. Mentre per le altre colonne ci sono caratteri che hanno una pronuncia diversa dalla trascrizione per esempio: し si trascrive con SHI ma si pronuncia SCI.

Comunque tutte le casistiche possono essere racchiuse in poche e semplici regole:

  • Tutte le H ad inizio sillaba sono aspirate: ha, hi, he, ho
  • In giapponese non c'è una R e una L come in italiano, ma esiste un unico suono intermedio. Quindi nelle trascrizioni sarà sempre riportata la R, che dovrà essere pronunciata come una R "dolce"
  • La vocale U è sempre pronunciata quando è posta all'inizio di una parola. Mentre sparisce quando è posta alla fine della parole e segue la S, come per esempio in です che si trascrive con DESU ma si pronuncia DES e rappresenta il verbo essere, ossia io sono, tu sei, egli è ... e si in giapponese i verbi non si coniugano in base alla persona, ma di questo ne parleremo più avanti.
  • Anche la vocale I sparisce in certe parole, come per esempio in 下SHITA che quindi si pronuncia SC'TA e vuol dire sotto, da notare che 下 non è un carattere Hiragana ma un Kanji.
  • La S è sempre "sorda" come in "salute" e "signora", mentre la Z è sempre sonora come in "frase". つ TSU corrisponde ad una Z sorda seguita da una U come in "zucchero" e "zuppa"
  • KI e け KE si pronunciano CHI e CHE.
  • GI e GE corrispondono in italiano a GHI e GHE, mentre JI, JE, JA, JO e JU rappresentano i suoni dolci italiani GI, GE, GIA, GIO, GIU.
  • CHI, CHA, CHU, CHE E CHO si leggono CI, CIA, CIU, CE, CIO.
  • SHI, SHA, SHU, SHE E SHO si leggono SCI, SCIA, SCIU, SCE, SCIO.

Questo è tutto quello che c'è da sapere sulla pronuncia. Quindi con queste poche spiegazioni, la trascrizione fonetica, un minimo di attenzione e qualche esercizio, sarai pronto a pronunciare qualunque frase in giapponese.

Sicuramente, leggendo le regole sulla pronuncia, avrai notato alcune sillabe che non sono presenti nella tabella dei caratteri Hiragana riportata sopra, come per esempio GI.

Ecco tutta la colonna della G: が GA, ぎ GI, ぐ GU, げ GE, ご GO. Notato nulla?

Nella tabella riportata sopra ci sono solo le "sillabe pure", mentre le sillabe della colonna della G fanno parte delle "sillabe impure". La differenza? Semplice! Basta aggiungere  a quelle sillabe pure la cui consonante è sorda, per ottenere le corrispondenti sillabe impure nelle quali la consonante iniziale è sonora: per esempio, か KA diventa が GA, し SHI diventa じ JI, へ HE diventa べ BE.

Ecco la tabella completa delle 23 "sillabe impure":

N

WA

RA

YA

MA

PA

BA

HA

NA

DA

TA

ZA

SA

GA

KA

A

 

 

RI

 

MI

PI

BI

HI

NI

 

CHI

JI

SHI

GI

KI

I

 

 

 

 

 

 

RU

YU

MU

PU

BU

FU

NU

 

TSU

ZU

SU

GU

KU

U

 

 

 

 

 

RE

 

ME

PE

BE

FE

NE

DE

TE

ZE

SE

GE

KE

E

 

 

 

 

WO

RO

YO

MO

PO

BO

HO

NO

DO

TO

ZO

SO

GO

KO

O

 


Prima di chiudere questa lezione una domanda per te:

  1. こんにちは、お元気ですか。
  2. 你好,你好吗?

Le due frasi sono la traduzione di

Buongiorno, come stai?

Ma una è in cinese e l'altra in giapponese. Con quello che hai letto in questa lezione sei in grado di capire quella che è scritta in giapponese. Se non ti salta subito all'occhio rileggi i punti fondamentali di questa lezione e torna poi alle due frasi.

Per chiudere

Buongiorno, come stai?

ecco la trascrizione fonetica:

Konnichiwa, ogenkidesuka.

e la pronuncia:

Conniciua, oghenchideska?

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